Come costituire una Società in nome collettivo SNC

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La costituzione di una Società in nome collettivo (s.n.c.) è necessariamente un atto Notarile.

Il Notaio con il quale normalmente collaboriamo è conveniente e fa pagare per la costituzione una parcella di circa1.300 euro +iva.

Per l’assistenza alla costituzione il nostro preventivo è di euro 250+iva mentre per la attivazione con ComUnica il costo è di euro 150+iva+diritti camerali.

Ci occupiamo noi di tutti gli adempimenti per la costituzione

Non c’è un capitale minimo necessario per la costituzione della società enon esiste limite massimo di capitale sociale.

All’atto Notarile devono essere presenti tutti i soci costituenti la SNC con documento di identità valido in originale e codice fiscale o tessera sanitaria in originale.

Se gli amministratori non sono soci dovranno essere presenti anch’essi al fine di accettare la carica.

Solitamente le quote di partecipazione dei soci sono proporzionali ai conferimenti.

Si immagini, ad esempio, la Alfa SNC con 3 soci che hanno apportato un totale di euro 10.000 i seguenti conferimenti:

Socio A euro 1.000;

Socio B euro 3.000;

Socio C euro 6.000.

La percentuale di partecipazione agli utili sarà proporzionale ai conferimenti:

Socio A 10%;

Socio B 30%,

Socio C 60%.

È possibile determinare quote di partecipazione diverse e, in tal caso, occorrerà darne indicazione nell’atto costitutivo.

Medesima procedura va eseguita qualora si intenda offrire a un socio una retribuzione come dipendente, un emolumento come amministratore o altri tipi di compensi.

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Nell’atto costitutivo, a norma dell’art. 2295 c.c. deve essere contenuto: le generalità di ogni socio, la ragione sociale, i dati relativi ai soci che hanno l’amministrazione e la rappresentanza della società, la sede della società e le eventuali sedi secondarie, l’oggetto sociale, i conferimenti di ciascun socio col valore ad essi attribuito ed il modo di valutazione, le prestazioni a cui sono obbligati i soci d’opera, le norme secondo le quali gli utili debbano essere ripartiti e la quota di ciascun socio agli utili ed alle perdite, la durata della società.

La responsabilità dei soci per i debiti della società è da intendersi solidale ed illimitata.

L’amministrazione della società può essere di tipo congiuntivo o disgiuntivo.

Nel primo tipo congiuntivo le operazioni sociali possono compiersi solo col consenso della totalità dei soci amministratori, salvo che non sia diversamente stabilito nell’atto costitutivo, gli amministratori possono compiere, singolarmente, solo gli atti urgenti al fine di evitare un danno alla società.

Nel secondo tipo disgiuntivo l’amministrazione spetta a ciascuno dei soci disgiuntamente dagli altri, ciascun socio amministratore ha diritto di opporsi all’operazione che un altro voglia compiere, prima che sia compiuta, sull’opposizione decide la maggioranza dei soci, da calcolarsi sulla base degli utili attribuiti ai singoli soci.

Ai sensi dell’art. 2260 c.c. i diritti e gli obblighi degli amministratori sono regolati dalle norme sul mandato; gli amministratori sono solidalmente responsabili verso la società per l’adempimento degli obblighi ad essi imposti dalla legge e dal contratto sociale, tuttavia la responsabilità non si estende a quelli che dimostrino di essere esenti da colpa.

I creditori sociali, ai sensi dell’art. 2304 c.c. non possono pretendere, anche se la società è in liquidazione, il pagamento dei propri crediti dai singoli soci, se non dopo l’escussione del patrimonio sociale.

Le cause di scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio sono la esclusione, il recesso e la morte del socio stesso; in quest’ultimo caso il rapporto cessa a meno che non sia diversamente stabilito nell’atto costitutivo, gli altri soci hanno la facoltà, inoltre, di continuare il rapporto sociale con gli eredi del defunto quando questi vi acconsentano.

Le cause di scioglimento della società sono: il decorso del termine; il conseguimento dell’oggetto sociale o la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo; la volontà di tutti i soci e la sopravvenuta mancanza della pluralità dei soci, qualora nel termine di sei mesi questa non sia ricostituita; il fallimento; le altre cause previste nel contratto sociale. Tuttavia, ai sensi dell’art. 2273 c.c., nel caso di apposizione di termine alla durata della società, la stessa è tacitamente prorogata a tempo indeterminato quando, decorso il tempo per cui fu contratta, i soci continuano a compiere le operazioni sociali.

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